Zwecks

​Maledici me e rinnegami 
Ritornai alle strade ai tetti

Alle case, alla lingua, ai letti 

Sentirsi a casa e a casa fuori luogo

Forse ho perso tutto 

La strada,la casa,la lingua, 

Il tetto, il letto.

Ho capito che so abitare solo degli occhi.

Lei ha pianto sul mio petto

Contro il cuore che ha odiato, 

L’eterno ciclo del ritorno 

Vive di scarti,elicoidale; 

Delle cose sono cambiate. 
Una donna mi ha chiesto del Tevere 

Perché parlava dello Sprea

Ed eravamo sulla Senna 

Ma io negli occhi ho il mare 

E l’ascolto Parlare 

Di come l’arte la seduca

che ogni opera reclami una donna 

Il sesso è il letto del suo discorso 

Credo sia più onesto dirle,

Aspettando il notturno,

Che io so abitare i suoi occhi 

Che il letto del fiume 

È una culla di suicidi,

Lei cosparge l’aria dei sensi dispersi.

L’ho sentita urlare

Strapparmi la pelle con le unghie 

Tra spirali di fumo che sempre mi accompagnano 

Mentre si ripeteva

Echi e chi, chi. Eva.
Le ho detto 

Che io sono gli altri 

Che lei non esiste 

Che tutto ciò che è reale è costruito,

Tornare al sé al so alla solitudine.

I suoi occhi hanno capito 

Il suo corpo come il suo cervello 

Non voleva far altro che sudare.
Non ci conosceremo mai. 

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http://rinabrundu.com/2011/12/19/scrittura-online-2-la-poesia-e-la-prosa-di-luca-fedele/
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