la/il comune

Oggi ho ascoltato un uomo

Canuto come la luna

 

Con la voce soffocata dalla luce

(Che è solo ombra )

Il suo viso era sporco

Del sangue ormai aggrumato

Dei suoi ideali

 

Sfuggendo alla lingua

Fissavo le sue mascelle

Masticare La radice

sviscerando  atrocità

Che sputano sulle alternative

Su tutto l’impossibile

Di una cecità internazionale

Con le mani lavate nella polvere dei droni

 

Non è piu possibile

Resta

Resta una danza verso

Al ritmo della

morte

delle nostre coscienze

Che non hanno parola

Che non hanno Termini

Terminandosi

 

Sulla strada del ritorno

Ad una casa non mia

Sparito il canuto

Come la luna dietro il cielo cupo e basso

Di una città sommersa di slogan

Dove il culturale ingoia

Ogni pensiero in uno sbadiglio

Immenso

Ho preso a calci le foglie morte

Di colori vivi

Per mostrare loro

La loro libertà

E lasciargli intravedere

La mia prigionia antica

Mai fu d’acrobata sempre di schiavo

φιλo

 

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Informazioni su honan1984

http://rinabrundu.com/2011/12/19/scrittura-online-2-la-poesia-e-la-prosa-di-luca-fedele/
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Una risposta a la/il comune

  1. Carl D'Agostino ha detto:

    Perhaps you may add “translate” in your widgets column. Merry Christmas.

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