Grammelot

Ho sognato che tu fossi un’onomatopea e dilatavo i confini del suono fino a svegliarmi.

 

Ad occhi aperti gli oggetti erano visibili, ma non riuscivo a pronunciarmi , chiamavo tutto con un soffio e nulla ritornava a me.

 

 

Il respiro era l’universo e in tutti quei codici di armonie la luce segnava delle partiture con colori che in dissolvenza si adagiavano docili sulle frequenze non udibili.   

 

Ispiravo più forte, espiravo leggero, ispiravo leggero, espiravo più forte, niente e ancora.

 

Ho pensato che se fosse stato fumo il respiro avrei, quanto meno visto la mia presenza.

 

Ho cercato linguaggi ora attardando or ora rallentando.

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http://rinabrundu.com/2011/12/19/scrittura-online-2-la-poesia-e-la-prosa-di-luca-fedele/
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