CoRancido

L’amo nell’autunno d’aprile

Sussurrando riti al vento
:
Sacrificati milioni di piedi

Per lunghi anni di notte

Nell’infinito sorgere tetro

D’ una nera aurora boreale
:
Affinché il male da fiamma incenerisca

Pestato con i piedi nudi

Gli acini d’iride più belli che avessi mai incontrato

La vendemmia dei rimorsi

Scorre solcando la terra , venature

Come punte di chiodi
:
Che graffiano il volto eterno
Del mio restare.

Immolati all’arsura del senso di colpa

Vale la pena:

Questo é l’inferno

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http://rinabrundu.com/2011/12/19/scrittura-online-2-la-poesia-e-la-prosa-di-luca-fedele/
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