Ho dato all’uomo dell’eco

Amore mio di stanze d ospedali
che fissi gli occhi agli i Phone e le cure negli aghi
mi manchi
e sogno le parentesi sul tuo viso che si chiudono quando ridi
e le matite che disegnano gli orli degli occhi
in cui si sente un rumore leggero
come di foglie che galleggino in pozzi

e sento la mia anima scivolare
per la sete e bere,
le mie papille sulle tue pupille.
Cigola l anima cercandoti
e si scioglie la tua immagine.
S inunghia al tuo ricordo la tua assenza

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Informazioni su honan1984

http://rinabrundu.com/2011/12/19/scrittura-online-2-la-poesia-e-la-prosa-di-luca-fedele/
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