” Deuservirego…

” Deuservirego. ” Diceva solo questo. Era impossibile parlarci, aveva sempre gli occhi spalancati sul vuoto. Eppure io lo ricordo al bar , certo un po’ strano , per via di quella cosa della poesia. Recitava versi di poesie un po’ a chiunque, ma erano versi brutti non piacevano a nessuno. Mi ricordo d’una sua ragazza. Com’era bella, alta,magra, e con gli occhi vivi come quelli d’una lupa, poi lei impazzì avrà avuto neanche vent’anni. Lui quando parlava di lei la giustifica con frasi senza senso ” Come si può pretendere ragione da un animo anarchico” ” Lei conosceva l’amore a tal punto da credere che io non l’abbia mai amata” . Tutti hanno pensato che sia stata lei a ridurlo così. Anche se tutti gl’altri dicono che sia stato lui a ridurre lei a poco più d’un vegetale, a causa di quella storiella della polizia. Erano giovani e squattrinati e lui rubò, per partire per il mondo con lei , le reliquie della parrocchia del paese e folle come l’angelo della luce le portò in tutte le altre cappelle degl’altri paesi sperando che un buon frate gliele comprasse. Poi arrivò la polizia. Lui scappò con qualche rosario d’oro , dei baffi e dei pezzi d’intestino ,s’intende tutti di beati. Lei, invece, finì tra le braccia dello zio , il maresciallo del paese, e tra le lame delle lacrime materne e i pugni chiusi paterni impoverita nello spirito, s’inaridì. Il Parroco della Parrocchia Don Guitmondo confessò alla famiglia che in confessione la ragazza gl’avrebbe ammesso la sua follia dicendo fosse stato Dio a chiamarla e a prometterle che quelle reliquie l’avrebbero ricondotta a lui e aggiunse che l’ Altissimo l’appellasse Eva. Poverina. Lui intanto da quella volta al paese non tornò più. Di lui non se ne seppe più nulla, sa si raccontavano storie che fosse fuggito in Francia, in Aquitania, e parlasse solo dialetto e avesse avuto cinque-sei bambini e cantasse canzoni con una sorta di viola grezza c’aveva costruito da se e pensi che si raccontava anche d’una sua canzone di stampo religioso qualcosa che doveva chiamarsi babariol,babariol, babarian ; ma non ricordo e poi altre storie del genere. Per il Santone so ch’è vissuto sul monte fin da bambino; un tempo si raccontava avesse potere traumaturgici, c’abbia guarito donne, bambini, anziani e che tutti avessero poi intrapreso la via del signore, la via dell’ascesi, la retta via. Si raccontava avesse uno sguardo che osservasse l’anime, non l’umano e conciliasse in poche parole tutta la lungimiranza dell’uomo. In verità , io, una volta v’andai. È stato in uno dei periodi più cupi della mia vita e lo vidi: una chioma bruna c’oscillava al vento, ma non volle parlarmi farfugliava quella frase mentre si spingeva tra quelle misere mura che gli facevano da casa. Mi ricredetti, pensai d’esser stato uno stupido. Ah! Se avessi saputo! Io non sapevo fosse un’assassino, non sapevo! Non sapevo c’aveva mangiato le donne, gli uomini e i bambini che andavano da lui! Non sapevo che ne conservasse brandelli come sacre reliquie! Che avesse mangiato quelle c’avevano rubato! Non sapevo! Non sapevo che lei l’avesse visto! Non sapevo c’avessero ucciso il santone della montagna! Dio mio un cannibale, Dio quella frase  ” Deuservirego. ” Diceva solo questo. Era impossibile parlarci, aveva sempre gli occhi spalancati sul vuoto.

Io neanche lo sapevo che il Santone del monte fosse lui. 

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