18.54 – 18.58

Non do tregua

nè alla lingua nè al pensiero.

sfuggo alla possibilità di compromettere me stesso.

Quella donna. l’amo. come amo la sua omosessualità.

L’altra donna l’amo. come un pugnale.

La guerra e le trincee, non le combatto che per le puttane.

E tu, si tu. piccola gemma di fango , non inebetiresti

neanche la più miope tra le gazze ladre.

Oh il mio extra.

Ciao amore, sono ritornato arido, lo sai?

l’anima , certo. l’anima.

il poeta , certo. il poeta.

la luce amore, vero?

hai ancora paura del buio e non più paura di me.

Ho masticato asfalti di coraggio tra altre gambe

ma ho ancora paura e amore non di te.

Quelle donne , quelle donne lo sanno.

ma fischiano indifferenti, fumano e si danno il coma

mentre vivono come vomitassero luce siderea di poesie.

La poesia, certo. La poesia.

quella grassa vacca sudata

ha colto il mio sussurro

ne ha strappato un’idea misera, come il sesso.

Urla . Urla.  Amore mio.

io non ho coscienza.

Ora . Urla. sono qui.

non penso, sono, reagisco. 

Sono così forti i tuoi uomini?

ingrossano le ossa trattenendo il respiro.

Oh quanta vita. quanti viaggi . quante droghe.

Vieni qui.

questo è il mio dolore.

bacialo.

è un’insetto che coverà infezioni nei tuoi organi.

Il dolore ti farà muovere, senza tempo e spazio.

Rinnega me e il tuo nome , amore mio. 

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Informazioni su honan1984

http://rinabrundu.com/2011/12/19/scrittura-online-2-la-poesia-e-la-prosa-di-luca-fedele/
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