cloffete

l’assurdo mi si manifesta
semplice, come un sorriso
infranto agli angoli della bocca.

Mi guardi? i miei occhi
non sono più la mia anima;
l’empatia è distesa
su grumi d’entropia.

Parlami!
scivolo come rugiada
dall’abbraccio delle foglie
infranto lungo il volto, cupo, della terra.

il mio silenzio è ascolto
al necrologio di lancette,
passi; tra le sinfonie
di sguardi e rombi diuturni.

              consolami

Il mondo ha un cielo di mare

“risalirne il corso”
m’areno.

in nubi di fondi rocciosi
l’eden dei pescatori

m’oriento
tra le costellazioni dei grattacieli
prima di infrangermi
come monoliti di tzunami

sull’asfalto.

Clof,

clop,

cloch.

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Informazioni su honan1984

http://rinabrundu.com/2011/12/19/scrittura-online-2-la-poesia-e-la-prosa-di-luca-fedele/
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7 risposte a cloffete

  1. valeprue ha detto:

    Bellissima…

  2. federicabonzi ha detto:

    Mi ricorda il modo di scrivere di qualcuno che conosco.Certo i nickname non aiutano. In ogni caso mi piace.

    • honan1984 ha detto:

      Luca Fedele. Ora, chi ti ricordo?
      (vorrei leggerlo)

      • federicabonzi ha detto:

        Mi ricordi qualcuno che mi ha tolto l’amicizia in FB, ma questo non ha importanza. Me lo ricordi ad esempio nel “Cloffete”, nei suoni onomatopeitici e anche nel modo di mettere in verticale alcune parole, nello spezzarle per dar luogo ad altre parole. Me lo ricordi, ma di sicuro non è del 1984 anche se questa non è una certezza. E questa è una certezza.

  3. Caro Honan,
    Clof, clop, cloch,/ cloffete,/ cloppete,/ clocchette: la fontana malata, non è vero? 🙂
    Mi piace molto la tua poesia per la scansione spezzata delle immagini pur nella continuità dei concetti e dei sentimenti (per esempio, “l’assurdo” e “sorriso infranto”, poi “empatia distesa” contro “grumi d’entropia”: spero di avere interpretato correttamente XD) e mi sembra che il riferimento a Palazzeschi voglia ricordare il senso di oppressione e di angoscia nella morte tragicomica della fontana, qui riferita all’infrangersi “come monoliti di tsunami/ sull’asfalto”.
    E’ così? O almeno: ci sono vicino?
    🙂
    Giulia.

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