Nuclei instabili.

Sono già morto
è il mio corpo
quello che sta marcendo
levandosi a sole calante
lavandosi i denti
e fumandoci su.

Il mio corpo
si conserva
si concima dei me
ingialliti e decomposti
arsi come foglie
accrucciate in autunno.

Me , come fili d’erba
asfaltati dal progresso
del mio corpo.

Il mio corpo che s’ingrossa
e scivola come nebbia
argentea ai pleniluni
che acceca e s’incrosta
in grumi di cemento:

Me: morenti, in angoli verdi
di monolocali
lungo la Metropoli.

Infiniti me,
in questo unico corpo
come singoli battiti
d’organi involontari.

Finiti me,
in questo infinito corpo
come atomi addensati
lungo un orbita.

l’inutilità del tutto
è solo la mia:
Cerco specchi che mai
hanno il mio riflesso
essere
alieno
inattuale
asociale
è ritrovare
la mia ombra
dimenticando il mio corpo
la mia anima
dimenticando il cemento
il mio corpo
dimenticando la civiltà
ritrovando gli atomi nell’universo.

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Informazioni su honan1984

http://rinabrundu.com/2011/12/19/scrittura-online-2-la-poesia-e-la-prosa-di-luca-fedele/
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Una risposta a Nuclei instabili.

  1. verdefronda ha detto:

    Versi molto terrificanti ma pieni di profonda realtà, di analisi della vita e degli scopi dell’universo.
    Molto piaciuta
    Un caro saluto.
    Giorgio

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