Ecate

Rubami le idee,

svezzami con lame affilate

rilucenti:

sciogli le mie parole

nevose, brumee ,  acquee

dissolvimi dall’inferno ,deforme;

per l’amorfo etere .

Lasciami nell’oblio

lungo l’infinito

ignorante

come consonanti e vocali

e saggezze alfabetiche.

Fluttuante in fatuità focaie

nel cieco trasformismo

della vacuità.

Corrodi ogni mia stasi

in scie abrasive, livide

come ruggine che veste i lampioni

umidi e volti alle ombre.

Cava il calore del mio animo,

cancellalo,  com’ alito

che al vetro non condensa.

Rubami le idee

fuggirò all’ordine

per riabbracciarti

Oh! Ecate.

 

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http://rinabrundu.com/2011/12/19/scrittura-online-2-la-poesia-e-la-prosa-di-luca-fedele/
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