Nictalopi

Lascio graffi di colore su pagine bianche pronte a calarsi dalla finestra di casa nel vento. Tutti i miei pensieri tornano al mondo sensibile e lasciano forse gli unici due occhi che li incrocieranno. Poi torno alle luci artificiali e all’icomprensione verso me stesso, all’illusione di vivere per me come vivere per un’altro; tutto è confuso come il nero dell’inchiostro e le lettere di word, il fumo che s’alza dalle mie labbra e si cancella nell’aria e non ne so distinguere l’odore ma ho un senso di bruciore agli occhi che potrei attribure alla stanchezza. Domani potrei essere cieco sussurra un paranoico all’ipocondriaco che già non ricorda altro che il nero e dice che sente solo il vento e le voci sulla pelle ma poi se si muova e dove sta andando di tanto in tanto glielo suggerisce qualche fedele amico bastardino. Cieco come sono spesso ho creduto alla fortuna disse l’ipondriaco al paranoico che l’accuso di essere quella lussuriosa bendata. Poi sospirarno insieme: mi sono innamorato d’una donna bellissima incorparea sotto il flusso ondulatorio del suo crine cinereo che odora del balsamo di tutti i miei fallimenti, di una galeria di me che non sono stato che non mi hanno baciato e non sono racconti da dare in pasto alla prima birra ad un’amico ma che restano nel fondo acqueo d’un pozzo stagnate; un’oblio ceruleo che gocciola intonando armonie antiche di vergini che sulle coste alzano la loro voce come la luna fa con le maree e tessono i bordi delle illusioni ottiche che infilzano la rugiada con raggi di sole,i suoi occhi. Tradisco l’emozioni ,come un buon marito con la propria moglie, e guardo quella donna nella sua evanescenza e m’imbambolo irto dalla laurea ad honorem che gli anni zero hanno accreditato ormai a più generazioni e non mi muovo e vivo scorrendo come il fiume di quel vecchio pazzo , essendone una goccia ignava come diceva l’altro porco grasso. Quella donna mi immerge in un silenzio in cui non mi sento, dove stare bene non è una questione di qualità e stare male non è un ghigno. L’amore tra noi è impossibile perchè io non sono più eppur penso. Il paranoico chiese se fosse uno specchio all’ipocondriaco che l’accuso d’essere una maschera poi temette d’essere una maschera mentre il paranoico s’intesiva a fare il gatto o l’uomo che segue l’ombre delle statuette nelle caverne cercando di capire se fossero in una stanza degli specchi. Quells donna gira in tondo come suonasasse Casadei mentre le carie d’un dente le lasciano la Corona di regina e lei si muove sensuale sul tappeto rosso lingua inumidendosi per cercare anime tra gli organi lungo il corpo.

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Informazioni su honan1984

http://rinabrundu.com/2011/12/19/scrittura-online-2-la-poesia-e-la-prosa-di-luca-fedele/
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Una risposta a Nictalopi

  1. redazionerosebud ha detto:

    Hello, mi piacerebbe pubblicare alcuni di questi tuoi lavori sul mio sito giornalistico. Come posso contattarti? Potresti scrivermi per cortesia a redazione.rosebud@yahoo.com?
    grazie

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