cardiofobie #1

Ci allontaniamo fissandoci negli occhi
Nell’ennesima mattina allagata dal sole
Luccicanti come punte di lame
Ci circondano i pensieri della realtà
Il primo occhio che si posasse su di noi
Darebbe adito al massacro

Quando già lame sottilissime
ci perforano le labbra tra i baci
Il corpo tra gli abbracci
Gli accenti tra le frasi

Siamo dannati al desiderio dell’altro
Maledicendo il bisogno

Preghiamo l’ombra dell’arida roccia
Di essere sterili
Di portarci a fondo in quest’oceano di luce
E come naufraghi orfani di Nausiche
Approdati alle rive del sole
Continueremo il nostro viaggio
Con un segreto nascosto nel bagliore del mondo
Come fosse un sogno
Come fissare la luna in pieno giorno

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Non ti muovere 

La nostra verità

I tuoi occhi su di me 

In me un desiderio indecifrabile 

Come un destino 

Deridimi deridimi 

Nessuno può capirmi 

Come un folle nuovo di zecca

Il mutismo è il mio amore 

L’ombra è il mio amore 

Una parola muta come un’acca

Ora sei a pochi passi da me 

Guardarti è perderti 

Parlarti è perderti 

Baciarti è inverosimile 
Il male che mi fai è un bene immenso 

I tuoi occhi sono pugnali 

Che hanno scovato la mia anima 

Banalizzami banalizzami 

Un giorno sono stato felice 

Ci scioglievamo in auto 

Nel parcheggio di un centro commerciale 

Ti dissi che ti amavo 

Non esisteva nient’altro 

Qualcuno mi dica di smetterla 

Con la poesia , con la scrittura con lei 
Sono un vicolo cieco 

E non c’entra Omero né Borges 
Bevo a pochi passi da te 

Ubriaco il vino non sa starmi in bocca 

Cola dagli angoli 

Che un tempo baciavi 

E sulla sedia una goccia 

Come una pioggia di sangue 

Da un cielo sereno 

La luna la luna 

Non ha nulla da dirmi 

La luna la luna 

È come uno psicologo vuole le mie parole 

Le mie storie i miei soldi 

L’empatia è una trappola 

Il burning out umano 

Troppo umano 

Non del mio secolo 

Io non sono del mio secolo 

L’amore che vivo 

Permetterebbe a un poeta di dannarmi 

Di svenire 

Di non concedermi una parola

Non c’è tempo per chi ama 

Mi illudo mi illudo 
Getta questi versi 

Lasciami degli urli 

Accorderò la giusta disarmonia 

A questa infinita notte 
Non ti muovere non ti muovere 

Non fa così male 

Non ti muovere non ti muovere 

L’ombra è lunga e muta 

Non ti muovere non ti muovere 

Rideremo mi guarderai mi dirai le parole che aspetto 

Non ti muovere non ti muovere 

Ti dirò le parole che aspetti 

Non ti muovere non ti muovere 

E sei già andata via 

Non ti muovere non ti muovere 

E io non ho parole 

Non ti muovere non ti muovere 

Siamo solo un attimo 

Dannato sarò beato solo se mi fosse concesso l’oblio 
Ti amo 

Dimenticami 

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man dei blu

It was blue Monday 

And I was blue 

Reading about my future 

I saw the white spaces between the symbols

And the colour of the day in the letters

In the numbers in them meaning 

Standing blue 

The word changed my world 

So my world is going to the worst 

My past is smiling loud

To my blue present  

I’m wondering if I had a moment 

That was different from this 

Moment this moment this 

White virgin future you’re fucked 

By this God of the past 

He is died and was one of me 

But different from me like was you

I’m blue and I was blue and I’ll be blue 

And I’m looking for 

And I’m moving my eyes in the nothingness

Fallor ergo sum 

So I’m just loosing my ideas about the illusion 

Is it blue ? Is it white ? Is it black ? 

I’m loosing the idea and I’m looking to a ready-made

I’m so stupid i loose my mind 

I felt in love with the impossible 

It’s blue Monday and I’m alone 

Thinking about you.

I’m stupid like Christmas

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1×1

Per quanto uniti non ci addizioniamo 

Ci moltiplichiamo , implichiamo

Restiamo identici, identitari del proprio sé. 

Andiamo tu ed io come prima che aprile divenisse il mese più crudele
​Insegnami una nuova lingua 

Con la quale riscrivere il passato 

E guardarlo rifiorire attraverso la ragnatela

Di nuove radici 

Insegnami a pronunciare parole 

di diversi suoni e medesimo senso 

Ridiamo degli accenti e dell’incomunicabilità

Donami occhi e gesti 

Ritroviamoci come quando non v’erano parole

Urliamo negli scorci antichi di questa barbarie urbana 

Essere folli e fuori dal tempo convenzionato 

Riconducimi alle lune, ai fiori, alle foglie caduche

Non ho tempo per questi giorni 

Desidero i tuoi occhi ed oasi 

Non voglio essere ricordato 

Desidero l’attimo e nell’attimo te.

Non esisteremo, il pensiero ridicolo 

Fallirà e fallirà ancora 

Lasciami in balia della danza del tuo corpo 

Naufragare nell’agnizione nei tuoi occhi 

Riflessi d’un me in questo stagno 

Che dispare in cerchi concentrici 

Nella continuità di una spirale . 

Il nostro amore è questo impossibile e ridicola 

La bellezza e l’inutile 

Un giorno ci annienteremo 

Ma imparo l’umano 

Qui 

Dove noi restiamo dispari.

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Liponimi

​Al bordo dell’incanto 

Mordendoci le carni 

Sogni confusi d’anime e sospetti 

La luna veste le nostre parole 

Il giorno ne allunga le ombre  

Ho urlato il tuo nome 

I passanti hanno riso 

Volevo sentirmi ridicolo 

Come fissandoti 

Dove non potrei 

Distruggendo ogni passato. 

Su un filo logico 

Pendo il capo 

Il suicidio della mente 

Per averti e confondermi 

Senza pensieri, solo occhi, solo percepire.

Sei qui. Ma mi manchi

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Zwecks

​Maledici me e rinnegami 
Ritornai alle strade ai tetti

Alle case, alla lingua, ai letti 

Sentirsi a casa e a casa fuori luogo

Forse ho perso tutto 

La strada,la casa,la lingua, 

Il tetto, il letto.

Ho capito che so abitare solo degli occhi.

Lei ha pianto sul mio petto

Contro il cuore che ha odiato, 

L’eterno ciclo del ritorno 

Vive di scarti,elicoidale; 

Delle cose sono cambiate. 
Una donna mi ha chiesto del Tevere 

Perché parlava dello Sprea

Ed eravamo sulla Senna 

Ma io negli occhi ho il mare 

E l’ascolto Parlare 

Di come l’arte la seduca

che ogni opera reclami una donna 

Il sesso è il letto del suo discorso 

Credo sia più onesto dirle,

Aspettando il notturno,

Che io so abitare i suoi occhi 

Che il letto del fiume 

È una culla di suicidi,

Lei cosparge l’aria dei sensi dispersi.

L’ho sentita urlare

Strapparmi la pelle con le unghie 

Tra spirali di fumo che sempre mi accompagnano 

Mentre si ripeteva

Echi e chi, chi. Eva.
Le ho detto 

Che io sono gli altri 

Che lei non esiste 

Che tutto ciò che è reale è costruito,

Tornare al sé al so alla solitudine.

I suoi occhi hanno capito 

Il suo corpo come il suo cervello 

Non voleva far altro che sudare.
Non ci conosceremo mai. 

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παρέγκλισις

​Perdemmo la menzogna 

La barbarie ci invase come la notte 

Restai minimo 

Mostrandoci i denti sembravamo ridere 

Fumavano come il cielo nel Novecento 

Confondendo il momento sperando fosse

l’ultimo 

Senza speranza né posteri 

Fissando fissavo la catastrofe

Identitica ad ogni passato 

Ad ogni passo 

Al primo amore  

L’ultimo me  

Nominava come il primo Adamo 

I sogni traditi del senso 

La morte di Dio

ci insegnò la necessità 

di non ambire ad essere 

colui che è

Perdemmo accenti e toni

L’immenso compito 

Fu il monito 

Essere è essere la necessità 

Colui e 

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